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Cellulite sotto la lente “arrivano rimedi efficaci e concreti”

Medici estetici e chirurghi si confrontano al Congresso Sime
Siamo ormai ad un passo dalla prova costume, momento di crisi per i 20 milioni di donne italiane che soffrono della cosiddetta “cellulite”, un disturbo del connettivo che si manifesta con quell’inestetismo noto come “buccia d’arancia” che per molti anni gli esperti hanno chiamato PEFS, panniculopatia edematofibrosclerotica. Colpa degli ormoni, ma anche di sostanze chimiche che provocano un aumento di radicali liberi, una riduzione dell’ossigenazione e del pH dei tessuti, una riduzione dell’attività energetica cellulare, e altre alterazioni che sfociano verso una risposta degenerativa evolutiva.
Cellulite, insomma, vero “spauracchio” femminile. “Da sempre tutte le donne pensano di averla – precisa il presidente della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime) Emanuele Bartoletti – anche perchè le donne chiamano cellulite tutto quello che non amano delle proprie gambe. Quest’anno finalmente riusciremo a fare un punto preciso, e riusciremo a trarre considerazioni scientifiche importanti sull’inquadramento di questa patologia molto comune, ma su cui ancora non c’è una convergenza di opinione sia da un punto di vista di origine clinica che dal punto di vista del trattamento. Che è la cosa più importante”.
“La classificazione della cosiddetta cellulite è da sempre uno dei maggiori problemi della medicina estetica – è la riflessione che illustrerà al congresso Sime Pier Antonio Bacci, specialista in Chirurgia e Malattie Vascolari e linfatici – infatti, senza un preciso schema diagnostico ed una precisa classificazione clinica, è impossibile proporre mirati schemi terapeutici”, ma “grazie anche ad uno schema di domande studiate assieme al prof Raul Saggini, ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università di Chieti, sono stati individuati dei test che permettono di avvicinarsi ad una classificazione utilizzabile nella pratica clinica”.
Secondo Andrea Sbarbati – Direttore Dipartimento Nauroscienze – Biomedicina e Movimento Direttore Sezione Anatomia e Istologia Università di Verona, “comunque la si guardi, la cellulite, nonostante un’evidente progresso delle conoscenze, rimane un mistero sul fronte delle cause. Una delle più recenti teorie, tira in ballo addirittura le cellule staminali. La cellulite – spiega – è caratterizzata da una elevatissima concentrazione di cellule staminali pluripotenti. Dunque è profondamente diversa dal tessuto adiposo sottocutaneo e sempre maggiori evidenze, lasciano pensare che sia una patologia delle staminali. Che chissà, un giorno potrebbero diventare il vero target di trattamento di questa condizione”.
Secondo altre teorie la cellulite altro non è che una patologica cronica infiammatoria che nasce da un’alterazione del tessuto adiposo femminile. Che fare dunque? Secondo Giamaica Conti, dipartimento neuroscienze biomedicina e movimento Università di Verona, “per le donne affette da cellulite e non in sovrappeso si potrebbe consigliare una blanda attività fisica, aerobica (perché non si deve arrivare a produrre acido lattico e corpi chetonici). Vanno benissimo la camminata di quaranta minuti al giorno, la corsa ad una velocità non maggiore di sei minuti al chilometro, ma lo sport più indicato e completo per la cellulite potrebbe essere il nuoto. Nuotando a stile libero, dorso, delfino si porta l’acqua ad esercitare un massaggio vigoroso e costante sulle zone in cui si manifesta più spesso la cellulite, senza notevoli sforzi perché il corpo è rilassato durante il galleggiamento in acqua. Il massaggio esercitato dall’acqua contribuisce a ridurre il senso di accumulo edematoso delle zone affette da cellulite, migliora il microcircolo contribuendo a sfiammare i tessuti.
Ma non è tutto: “Un recentissimo medical device, distribuito solo da pochi mesi in Europa, apre una nuova possibilità di trattamento, ottimizzando e standardizzando il principio già conosciuto della sub-incisione o della incisione chirurgica sotto dermica – spiega Bruno Bovani – Chirurgo plastico, professore a contratto presso il Master in Dermatologia Estetica dell’Università di Firenze -. Ha ottenuto l’approvazione FDA e conseguente marchio CE per il miglioramento a lungo termine dell’aspetto della cellulite, in particolare dei glutei e delle cosce, con un miglioramento a due anni ancora persistente nel 96% dei pazienti trattati”.
Fonte: Askanews.it